Porte e Finestre
LE PORTE
E' così comune e ripetitivo il gesto quotidiano di adoperarla in casa o nel luogo di lavoro che quasi ci sorprendiamo nel leggere la definizione data al termine "porta" inteso nel senso tradizionale del termine: ostacolo mobile utilizzato per coprire l'apertura.
Le porte si trovano nelle pareti murarie oppure sono componenti di uno spazio, vedi armadi, gabbie, veicoli e contenitori. Non esiste un edificio o una semplice abitazione senza porte, perché queste ultime garantiscono il passaggio fra interno ed esterno e fra i vani interni. Come le finestre, anche le porte garantiscono ventilazione e luminosità (seppure rispetto alle finestre collegano nella stragrande maggioranza dei casi con l'interno di uno stesso appartamento) e attraverso il loro utilizzo si gestisce l'atmosfera fisica di uno spazio, nel senso che la volumetria da essa chiusa può essere più o meno riscaldata o raffreddata.
Le porte possono inoltre prevenire la propagazione di un incendio o anche fungere da barriera contro il rumore. Sono utilizzate anche per le zone dello schermo di un edificio a scopi estetici e quindi la particolare decorazione di una porta d'ingresso offre spesso la sensazione di ciò che sta al di là di essa.
In senso metaforico e non materiale, la porta è stata adoperata come segnale di cambiamento.
Le prime notizie su questo infisso ci portano indietro fino ai dipinti delle tombe egiziane, in cui troviamo porte singole o doppie, ciascuna in un unico pezzo di legno. Gli stili i pannelli verticali, uno dei quali - tenoned o cerniera - è più conosciuto come l'impiccagione stile, l'altro come mezzo o riunione stile. Le più antiche porte in legno, quelle fatte per il re Salomone, sono in legno di olivo e sono state intagliate e sovrapposte con l'oro, mentre nell'Omero risultano fatte in argento od ottone; oltre al legno di olivo sono stati utilizzati anche quelli di olmo, cedro, cipresso e quercia. Tutte le antiche porte sono state appese da perni nella parte superiore e inferiore, ossia architravi e davanzali, quest'ultimi sempre in basalto o granito. Pare che le porte in legno fossero state di circa 3 pollici di spessore, ma la sospensione è stata stile oltre 14 pollici (360 millimetri) di diametro, con rivestimenti in strisce di bronzo.
E comunque, fino al secolo XII le porte sono costruite in pietra e soprattutto in bronzo, ma prende successivamente campo il metallo, in particolare il ferro battuto con una infinita varietà di design. Fra le porte in bronzo più celebri, senza dubbio quelle del Battistero di Firenze, realizzate da Lorenzo Ghiberti, con modellazione di uccelli e fogliame che sono di rara bellezza.
Le porte delle moschee del Cairo sono state di due tipi:
1) fogli di bronzo o ferro all'esterno tagliati a modelli decorativi e incisi o intarsiati con capi in rilievo;
2) legno interlacciato con disegni della piazza e diamanti.
Le porte del palazzo di Palermo sono state fatte da operai per la Saracenic per i Normanni sono un ottimo esempio anche di buona conservazione.
Nel Rinascimento le porte italiane sono abbastanza semplici, mentre in Francia e in Germania sono di moda le porte più elaborate; nel periodo Luigi XIV e Luigi XV, la porta è realizzata in piano muratura e talvolta con caratteristiche architettoniche come colonne e nicchie.
In Italia la tendenza è quella di aumentare il numero dei pannelli; in Francia - vedi una delle grandi porte a Fontainebleau, articolata in due foglie - è invece regola ed è realizzata come se vi fosse un unico grande pannello. Nicchie e altorilievi sono sempre più scolpiti in legno e di esempi, sempre in Francia, ve ne sono tanti. L'architettura ha finito poi con l'estendersi anche alle porte, elemento cardine di funzionalità, comodità, sicurezza, gestione dei passaggi climatici e - come si dice oggi in gergo - anche di garanzia della "privacy".
Le porte si applicano nel collegamento fra esterni e interni di un edificio, fra vani di un'abitazione e - come già ricordato - per la chiusura e la separazione più in generale di spazi e oggetti, ma sono applicate anche in casi più specializzati:
- botola, porta orientata in senso orizzontale in pavimento o in un soffitto, spesso accompagnata da un piccola scala;
- blast-prova porte, costruite in modo da consentire l'accesso a una struttura, ma anche per garantire la protezione dalla forza delle esplosioni;
- giardino porta, ossia qualsiasi porta che si apre verso un giardino o cortile. E' spesso utilizzata per porte doppie francesi al posto della porta scorrevole in vetro e ha il vantaggio di una grande apertura in entrata e in uscita per oggetti di ampie dimensioni;
- porta per animali da compagnia, conosciuta anche come "gatto" o "doggy porta lembo", ossia l'apertura di una porta per consentire agli animali di entrare e uscire senza passare da quella principale. Può essere coperta da una gomma lembo o può essere un vero e proprio sportello incernierato nella parte superiore che l'animale può spingere. Porte di questo tipo possono essere montate in una porta scorrevole in vetro e possono essere unidirezionali (soltanto per uscire) oppure elettroniche, dotate cioè di una speciale etichetta che consente agli animali di entrare.
DESIGN E STILI
I nomi specifici delle porte derivano in genere dalla finalità alla quale adempiono. Tuttavia, la porta tradizionale è costituita da un unico pannello rigido che riempie la porta; fra le varianti, la più comune è il "doppio", ossia due porte adiacenti e indipendenti, con pannelli a cerniera su ogni lato della porta. Ecco i vari tipi di porte.
Olandese o Stabile - E' divisa a metà in senso orizzontale. La metà superiore è in genere aperta per fornire l'alimentazione a un cavallo o ad altri animali e quella inferiore rimane chiusa per tenere all'interno gli animali stessi.
Saloon - Abbastanza comuni anche nei bar, sono porte bidirezionali che agiscono attraverso le molle applicate ai cardini.
Cieco - E' il tipo di porta progettata per integrarsi con la parete in cui viene sistemata. Una porta dissimulata, in altre parole.
Fienile - Caratteristica di questo locale, può essere di ampie dimensioni.
Francese - Porta che ha più finestre ("ossia luce") in serie per la sua intera lunghezza. Lo spazio luce è coperto da un vetro trasparente (o doppio vetro su porte esterne per ragioni di isolamento) che diventa un elemento decorativo.
Louvred - Porta con fissi o mobili in pinne di legno chiamate lamelle (o appunto louvers) che permettono di aprire la ventilazione mantenendo la privacy e impedendo il passaggio della luce verso l'interno. Essendo in genere deboli di strutturazione, sono utilizzate più che mai per armadi e locali di essiccazione, dove la necessità di garantire la ventilazione è superiore a quella della sicurezza.
Filo - Porta di spessore ridotto, con il compensato o mdf fissato su un telaio di legno leggero, usata per l'interno di una abitazione ma anche per l'esterno se dotata di uno spessore più consistente.
Stampata - Ha la stessa struttura del filo porta, con la sola differenza costituita dal materiale di superficie fatto di pelle stampata.
Wicket - Porta di dimensioni normali costruita in una molto più grande, vedi ad esempio la porta di una città o di un castello.
Bifold - Porta che ha unità di varie sezioni, con piegatura a coppie. E' normalmente in legno, ma può essere anche di metallo o di vetro; viene comunemente utilizzata per gli armadi, ma anche come unità fra camere.
Scorrevole in vetro - Detta anche "arcadia", è appunto una porta di vetro che scorre con aperto spesso uno schermo.
Australiane - Sono il paio di porte in legno compensato e spesso oscillante che si trovano nei pub australiani. Sono di colore rosso o marrone nella maggioranza dei casi.
Falsa - E' semplicemente un muro che sembra una porta, il che riporta alla mente l'architettura egiziana delle tombe, in cui la falsa porta è quella che rappresenta l'aldilà.
TIPI DI MECCANISMO
Nella maggior parte dei casi, le porte sono incernierate lungo un lato per permettere alla porta che funge da perno di aprirsi in un direzione e non nell'altra. L'asse di rotazione è quasi sempre verticale, ma esistono esempi in orizzontale, come la porta garage. Le porte possono essere a cerniera, in modo tale che l'asse di rotazione non è nel piano della porta a ridurre lo spazio sul lato in cui si apre per cui il meccanismo deve essere tale da fare in modo che l'asse di rotazione sia su un lato diverso da quello in cui la porta si apre. Casi frequenti sono quelli dei treni o della porta del bagno, che si apre verso l'interno. Una porta "altalena" è dotata di speciali cerniere che permettono l'apertura verso l'esterno o l'interno e di solito è sospesa per tenerlo chiuso.
Porte scorrevoli - Spazio ed esigenze di natura estetica impongono talvolta di far scorrere le porte lungo le piste. Un by-pass è una porta che dispone di due o più sezioni; la porta può scorrere in entrambe le direzioni lungo un asse parallelo sulla lavagna binari. Sono di solito usate nell'armadio e le porte in un by-pass dalla parte anteriore sono leggermente sovrapposte, in modo da non creare un divario visibile fra di esse.
Tasca porte - Sono quelle che scorrono fra i due pannelli. Le porte scorrevoli in vetro si trovano in molte case, specie all'ingresso del cortile, ma sono sempre più comuni anche negli ingressi alle strutture commerciali.
Tamburo - E' una porta fatta di strette doghe orizzontali e di "rotoli" su e giù dalle piste di scorrimento verticale lungo; di presenza comune in centri di intrattenimento e armadi.
Pieghevoli - Sono le porte dette anche a "fisarmonica".
LA ROTAZIONE DELLE PORTE
Una porta girevole ha in genere quattro ali appese in un albero centrale e ruotano attorno a un asse verticale. Può essere motorizzata, spinta manualmente oppure attraverso l'utilizzo di pushbars; le persone possono al tempo stesso entrare e uscire da essa. Le porte girevoli garantiscono una buona tenuta dall'esterno e contribuiscono a ridurre le spese di riscaldamento, controllando e ammortizzando il contrasto fra il clima interno e quello esterno all'edificio. E' un tipo di porta che riveste fascino e prestigio. La "porta farfalla" è un doppio livello di gruppo con il suo asse di rotazione in centro, con creazione di due aperture quando la porta è aperta. Le porte farfalle ruotano di solito in senso antiorario per l'apertura e in quello contrario per la chiusura. Si tratta di porta non dotate di maniglia per questioni di sicurezza e sono comuni nelle stazioni di trasporto pubblico, poiché hanno una grande capacità e il traffico che scorre in entrambe le direzioni mantiene la porta aperta. Nelle stazioni sotterranee della metropolitana sono abbastanza frequenti e, quando il movimento dei treni crea le correnti d'aria, la forza applicata su entrambe le ali tiene chiusa la porta. Nei garage è invece usata spesso la "e-porta-over", che non ha cerniere ed è in genere controbilanciata o sospesa, in modo tale da essere alzata per poggiare orizzontalmente sopra l'apertura. E' conosciuta anche come "porta lavagna", mentre le porte automatiche sono quelle sono quelle azionate da sensori di pressione (è il caso di una stuoia di pavimento pressata dai piedi); da infrarossi o fasci di luce che splendono sui sensori; da sensori di movimento che utilizzano microonde radar, da comandi a distanza che possono essere innescati attraverso un portatile oppure installati all'interno di un veicolo. In questi casi si parla di porte basculanti. Un interruttore è gestito manualmente e può essere o un pulsante o uno "swipe card". I sensori di attivazione automatica sono normalmente dotati di sensori di sicurezza: una connessione a infrarossi o cortina di fascio, che impedisce alla porta la collisione con un oggetto nel suo percorso da fermare o rallentare. L'apertura "inward" è relativa a porta che possono essere aperte solo al di fuori di un edificio e costituiscono un notevole rischio di incendio per gli occupanti degli edifici quando rimangono bloccate, proprio perché si aprono solo dall'esterno.
LE FINESTRE
La finestra è un elemento fondamentale in ogni abitazione: non vi è locale o vano che sia non caratterizzato dalla presenza di una o più finestre, più o meno grandi e anche sotto forma di porta-finestra o di vetrata.
A ben vedere, è un elemento persino irrinunciabile, poiché garantisce due funzioni: la luminosità e la ventilazione. Eppure, prima che la finestra compaia sulla scena deve passare molto tempo, o quantomeno è assai più recente se rapportata ai preistorici rifugi.
Nelle prime abitazioni dell'uomo, le grotte, vi era appena una fenditura priva di chiusura, ne' esistevano porta e finestra come entità fisicamente separate, perché vi era una sola apertura che di fatto svolgeva entrambe le mansioni. Ragioni pratiche, ma anche di difesa, impedivano di aprire nelle caverne dei varchi significativi, ma anche quando l'uomo comincia a costruire le prime capanne in giunchi, paglia e foglie, prende spunto dai modelli che fino a quel momento aveva avuto sotto gli occhi e nella porta racchiude tutte le funzioni: accesso, comunicazione, ventilazione e illuminazione. La porta diventa ben presto anche una sorta di "filtro" rispetto all'esterno, a mo' di guscio e al fine di tener conto delle esigenze climatiche si comincia a creare delle aperture più adatte al controllo della ventilazione. La finestra comincia insomma a essere allo stato embrionale, così come quel processo che porterà alla moderna concezione di abitazione; inserire un'apertura in una capanna significa predisporre uno spazio vuoto fra l'intreccio dei giunchi, ma anche irrobustirne il contorno. Fra le antiche popolazioni africane, per esempio, le aperture delle abitazioni tradizionali ricoprono anche ruoli simbolici o mistici, vedi le "regge" dei capitribù, che possiedono delle piccole aperture nelle vicinanze della copertura, a scopo sia di ventilazione che di decorazione. Il numero di queste aperture è talvolta legato a numeri e posizioni tipiche della simbologia animista tradizionale. Ma delle cavità identificabili comunque con le finestre di oggi hanno svolto agli inizi anche altre importanti funzioni: quella di difesa da nemici e animali pericolosi, con piccole aperture nelle pareti e quella di comunicazione, come ad esempio avveniva nei villaggi in cui i matrimoni erano combinati e la sposa poteva scorgere e vedere il futuro marito attraverso queste aperture. Altre cavità di forma circolare e più piccole, venivano poi realizzate nei luoghi dove si era verificato un lutto infantile, perché lo spirito del bambino deceduto avrebbe potuto penetrare meglio all'interno e visitare la madre durante il sonno. Dalle finalità originarie già ricordate (accesso, illuminazione, ventilazione e comunicazione), le aperture nelle pareti hanno assunto funzioni sempre più complesse, con le schermature della finestra che debbono sempre più rispondere a molteplici richieste e con la protezione dalle intrusioni e dal freddo che diventano un ulteriore elemento di diversificazione.
Dalla semplice finestra si passa allora all'infisso, termine che racchiude serramenti quali appunto porte e finestre e schermi. Oltre a ciò, la finestra assume una certa importanza anche a livello architettonico e dall'osservazione delle finestre di un edificio si può benissimo ricavare il relativo stile architettonico.
Ma gli infissi rispecchiano anche le condizioni climatiche del sito in cui si colloca l'edificio; nelle zone temperate, il serramento non è mai accompagnato da altre aperture per la ventilazione: gli inverni piuttosto rigidi impongono un controllo dell'aria proveniente da fuori e le estati non sono così torride da richiedere ulteriori apporti di ventilazione rispetto a quelli assicurati dall'apertura delle finestre esistenti. Si tende cioè a far entrare facilmente la luce e l'irraggiamento solare, ma contenere l'irruzione dell'aria entro certi limiti e a facilitarla soltanto in alcuni periodi dell'anno. Nei luoghi con climi molto caldi e secchi non vi sono aperture supplementari oltre alle finestre, al fine di evitare la circolazione dell'aria calda che comporterebbe ulteriori disagi e per limitare l'irraggiamento le finestre sono inoltre molto piccole.
Quindi l'esigenza numero uno è quella di ripararsi dalle condizioni climatiche esterne, mentre nei luoghi caldi e umidi una buona ventilazione evita il ristagno dell'aria e quindi l'aumento del tasso di umidità, migliorando il comfort interno. La difesa dal sole eccessivo suggerisce lo spunto per invenzioni formali, che nella superficie della finestra aggiungono apposite aperture per la ventilazione e schermature fisse o mobili in lamelle di legno, alluminio o altri materiali. Il compito che forse è da definire fondamentale per la finestra resta comunque quello di fungere da elemento di comunicazione fra esterno e interno, tanto che viene collocata in funzione proprio dell'ambiente esterno in cui si inserisce. Non solo: l'influenza di una finestra è tale anche nello scorrimento delle ore della giornata e delle stagioni dell'anno da arrivare a connotare la parete e l'edificio stesso in cui si colloca, fino a costituire l'immagine dell'architetto che l'ha progettata, tanto per la collocazione quanto per lo stile che l'accompagna.
Nelle prima costruzioni in muratura, le finestre erano composte da fessure lunghe e strette, con strombatura verso l'interno al fine di favorire una maggiore illuminazione, ma piccole come superficie, sì da facilitarne la chiusura nei periodi freddi o di notte per colpire i nemici.
L'utilizzo dell'architrave nel Rinascimento e la minore necessità di difesa segnano una svolta importante nella storia della finestra, che aumenta la propria grandezza e nell'era barocca e nel ‘700 si distingue a seconda degli stili architettonici, pur senza cambiare nella struttura e nell'inserimento nelle murature, che - essendo portanti - hanno uno spessore non coperto per intero da quello della finestra.
Con l'avvento del cemento armato e dell'acciaio - e quindi con ossature portanti di dimensioni ridotte - la finestra diventa un vero e proprio "tamponamento", aprendo così la strada a tutte le invenzioni legate a questo infisso, fino a diventare un "tuttafinestra". E siccome la tecnologia avanza senza fermarsi, l'introduzione degli impianti di climatizzazione - con Le Corbusier primo architetto a servirsene - apre un ulteriore fondamentale capitolo, perché a quel punto la ventilazione diventa una questione da regolare internamente e quindi la finestra può limitarsi a garantire luce e rapporto con l'esterno. Ciò stimola libertà e autonomia in fase di progettazione, giocando con la cultura della luce anche perché nel frattempo cadono i vincoli sulle dimensioni standard imposte dalla normativa sulla ventilazione minima degli ambienti.
Aperture ad arco e tipologia rettangolare sono esempi di realizzazione delle finestre, con il problema da risolvere della distinzione fra progettazione architettonica e tecnica esecutiva, in particolare per ciò che concerne i carichi gravanti sugli architravi. E l'aspetto tecnico comincerà a prevalere dalla prima metà del ‘700, mentre si affaccia sulla scena un materiale destinato a rivestire un'importanza decisiva: il vetro, persino rivoluzionario per quel tempo, anche se solo con l'avvento del periodo gotico comincerà ad essere applicato alle finestre, perché fino al Medioevo (dal momento che la finestra non era considerata parte essenziale dell'edificio) era una componente piuttosto rara e di dimensioni assai ridotte, con chiusura attraverso ante cieche in legno. E l'uso dell'anta in legno è rimasto in vigore per lunghissimo tempo: il vetro, utilizzato per chiese, mosaici bizantini e case nobiliari, era una tecnologia "per ricchi" e il passaggio al comune impiego in edilizia si è concretizzato più avanti. Fino all'epoca della rivoluzione industriale non esistevano sistemi di fabbricazione in grandi lastre e fino ai primi dell'800 il vetro alle finestre era un lusso, considerando gli elevati costi del materiale. Adesso, si fa un vero e proprio multiuso del vetro, compreso quello avente proprietà termiche, non dimenticando le vetrate con sistemi di climatizzazione passiva e quelle strutturali.
L'EVOLUZIONE DELLA FINESTRA
In epoca medievale, la finestra non era una componente essenziale della facciata, poiché stretta e lunga, con scarse decorazioni e con la funzione di garantire una illuminazione minima all'interno dell'abitazione, ma soprattutto la vista e il controllo sull'esterno in caso di attacco nemico. Negli edifici nobili delle città si distingueva per la bifora o la trifora, sorretta da colonnine e decorata in laterizio, ma pur sempre priva di vetri con uno spessore dei muri tale da limitare le dimensioni dell'apertura. Le polifore erano spesso contenute all'interno di uno stesso arco che ne costituiva la decorazione. Fregi e cornici vengono ripresi per essere accorpati e formare da soli elemento decorativo in facciata.
Nel periodo romanico nasce il rosone, ossia una grande finestra circolare divisa in forme geometriche a raggiera, caratteristica dell'edilizia religiosa.
IL GOTICO
Le novità strutturali si applicano nelle progettazione delle finestre delle chiese, permettendo così di concentrare i carichi dell'edificio in elementi più snelli che in precedenza: sulle facciate, ora svuotate, si possono ora applicare ampi e altissimi vani finestrati, spesso a polifore.
La luce diventa elemento di definizione degli spazi, a causa delle grandi dimensioni delle finestre e dei ricchi "merletti" in cui sono inserite. Le grandi vetrate colorate compaiono nel gotico tardo e vanno a riempire sottili intelaiature di pietra. La tecnologia del vetro si sviluppa di pari passo con quella del piombo, utilizzato per unire le lastrine in sistemi a notevole tenuta all'aria e resistenza statica. Negli edifici civili l'uso delle vetrate mobili contenute in intelaiature fisse in ferro fa sì che le dimensioni delle aperture si riducano e che la finestra si semplifichi notevolmente.
IL RINASCIMENTO
In questo periodo viene meno la suddivisione fra architettura religiosa e architettura civile. Per entrambe, canoni architettonici innovativi: il bugnato è ora un elemento decorativo delle finestre, che evidenzia l'arco o l'architrave di scarico dei pesi di facciata ed entra in contrasto con finestre ancora a bifora, tipiche del Medioevo. Di uso comune anche la serliana, trifora con l'arco centrale più grande dei laterali. Con il manierismo, finestre meno leggere e di dimensioni quasi sempre rettangolari, con architravi in rilievo a cornice o decorati. Si diffonde la finestra a edicola, sull'esempio del Pantheon, in cui sono applicati i motivi degli ordini classici.
Nella seconda metà del ‘500, questa novità assoluta della finestra con architrave viene ripresa quasi completamente dall'architettura e utilizzata in moltissimi palazzi, in combinazione con scansioni ritmiche classiche. La distinzione netta fra progettista ed esecutore dell'opera architettonica si accentua ancora di più nel periodo manierista e la progettazione è ora ricca di elementi intellettuali che esaltano la funzione nobile del disegno puro. Le finestre diventano persino "voce" dell'elenco di tasse e balzelli, poichè indice di ricchezza: hanno pertanto degli elevati costi di realizzazione e sino ad appannaggio di pochi, tanto che il popolo chiudeva ancora le aperture con ante in legno.
IL BAROCCO
Con il barocco subentra una novità in assoluto nell'architettura: l'indipendenza dagli schemi classici della progettazione che avevano vincolato la produzione edilizia fino a quel momento. Ai canoni rinascimentali basati su proporzioni e regole funge da contrappeso la progettazione "del movimento": ogni elemento è legato agli altri da uno stesso filone e una stessa energia, tradotta in decorazioni e temi tratti dalla natura. La finestra in una facciata non è più un elemento isolato, ma assieme agli altri forma aggregazioni che scandiscono il ritmo verticale; la finestra, nelle sue forme più svariate (quadrate, rettangolari, con arco a tutto sesto o rinvasato e a timpano), diviene l'elemento più importante nella composizione della facciata. Articolazione e dinamismo si accentuano nello stile rococò, una sorta di tardo barocco che nasce come stile solamente decorativo. Grande sviluppo ha in questo periodo la tipologia del serramento in legno e gli italiani si sanno ancora distinguere per essere i primi in Europa a introdurre le novità nei serramenti e nella tecnologia del vetro. La prima tipologia di finestra a serramento in legno è ad anta singola, ma poi si svilupperanno le due ante e più avanti le due ante piegate nel mezzo. Nel XVII secolo viene introdotto il gocciolatoio e piccoli telai intermedi collegano le lastrine di vetro nel pannello finestrato al posto dei fili di piombo. I telai hanno profili articolati e complessi, ma evidenziano ancora una scarsa durata in caso di esposizione all'umidità e all'acqua; anche fuori del territorio italiano si applicano i primi serramenti in legno, in genere di rovere, teak, platano e acero, ma in Italia ciò avverrà quasi un secolo più tardi.
L'800 è caratterizzato dallo sviluppo delle nuove opportunità offerte dalla rivoluzione industriale, con estensione dell'uso del ferro in edilizia nella costruzione di grandi opere di ingegneria: ponti, ferrovie, viadotti, canali, edifici industriali, navi e nella realizzazione di grandi opere per le esposizioni internazionali; su tutte, la celeberrima Torre Eiffel a Parigi. Sviluppo della tecnologia ed esilità delle strutture portanti favoriscono l'impiego di lastre vetrate di dimensioni sempre più grandi, aprendo la strada a soluzioni progettuali formali sempre più libere dai vincoli di natura tecnologica. Il ferro domina nell'edilizia non abitativa e per i serramenti meno importanti delle abitazioni (cantine e scale), ma il legno resta il materiale più utilizzato nell'edilizia residenziale.
All'inizio degli anni '20 emerge in Europa una corrente di rinnovamento nell'architettura che ha nella Germania e nella Francia i propri punti di riferimento, con un interesse del tutto particolare per l'edilizia residenziale pubblica e privata; i profilati in acciaio e il cemento armato diventano i cardini della progettazione, le facciate si spogliano di ogni orpello e le finestre, prive di decorazioni, sono elementi essenziali. Rifiutando ogni richiamo con l'architettura storica, i professionisti del momento guardano all'aspetto prettamente tecnico e non si vogliono definire artisti.
Alcuni grandi architetti quali Le Corbusier e Mies van der Rohe tentano magari di adattare la produzione architettonica e la filosofia di base alle esigenze moderne dell'utenza e al contesto storico in cui si colloca. I principi di Le Corbusier saranno imitati da contemporanei e successori: per ciò che riguarda la finestra, fa uso della vetrata fissa per garantire soltanto la luminosità e ricorre molto spesso a grandi superfici vetrate e alla finestra a nastro, affidando agli specifici impianti il compito di gestire la climatizzazione del locale. Altra novità introdotta nella strutturazione formale delle finestre è quella delle schermature fisse, i brise-soleil a lame orizzontali o verticali in cemento armato, che diventano elementi distintivi di gran parte della sua produzione architettonica. Anche Mies van der Rohe sfrutta i progressi della tecnica per le proprie creazioni, con particolare predilezione per le facciate continue in vetro e ferro.
In Italia è il periodo in cui prevale il regime fascista, per cui l'architettura ha prerogative razionaliste, con ampie superfici finestrate, talvolta anche di forma quadrata e con evidenziazione della struttura portante in cemento armato. Con l'introduzione dello schema strutturale a travi e pilastri, in cemento armato o in acciaio, le chiusure esterne non svolgono più funzione portante e la specchiatura delle finestre può interessare anche tutta la luce libera tra un pilastro e l'altro. L'industrializzazione della produzione del vetro e la climatizzazione attiva hanno favorito la libera progettazione delle superfici trasparenti e la finestra è così arrivata a fungere da parete e da frontiera, dando origine alla facciata continua detta anche "curtain-wall", in cui i pannelli trasparenti e opachi si applicano su una intelaiatura di montanti e traverse modulari. La maglia generata è parte essenziale e "segno" della composizione della facciata. Intanto, la tecnologia del vetro prende sempre più campo, così come la relativa ricerca: al fine di evitare gli accumuli di calore, si studiano i sistemi per rendere riflettenti le superfici esterne. La finestra non assolve più alle funzioni originali di ventilazione e luminosità e il vetro è richiesto per le sue caratteristiche di versatilità, di resistenza agli agenti esterni e per l'aspetto nella composizione architettonica.