Riaperta la trattativa per il rinnovo del Contratto di lavoro del comparto Legno Arredo
Ancora una riunione fra i rappresentanti sindacali e le categorie economiche sul rinnovo del contratto di lavoro del comparto "Legno Arredo". Lo scorso 27 maggio, presso la sede nazionale di Confartigianato Imprese a Roma, le parti si sono incontrate ma non sono ancora riuscite a trovare punti di incontro, anche se è stata percepita la volontà di entrambi di chiudere la trattativa in tempi brevi.
La delegazione di categoria di Confartigianato Imprese - composta dal Presidente nazionale Domenico Gambacci, dal Segretario generale Guido Cesati, dal Consigliere delegato Giampiero Conti, dal Presidente dei tappezzieri Florindo Cereda e dal Presidente dei lapidei Michele Bedin - ha concordato con i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil un nuovo incontro tecnico programmato per la metà di giugno sull'inquadramento contrattuale alla luce dei problemi relativi all'unificazione Legno-Lapidei ed ai due nuovi comparti - il Restauro ed il Marmo e Gesso - che dovranno trovare la giusta definizione nel nuovo CCNL.
Di fronte ad alcune accuse rivolte al mondo artigiano del "Legno Arredo" da parte delle OO.SS. dei lavoratori, molto determinata è stata la risposta dei dirigenti di Confartigianato presenti che hanno rimarcato un preciso concetto: per un Imprenditore artigiano il proprio dipendente è un vero e proprio patrimonio, al punto tale da essere considerato "uno di famiglia" da tutelare e salvaguardare, non dimenticandosi che la trattativa per il rinnovo del CCNL si posiziona nella peggior fase congiunturale dalla crisi del '29 ad oggi; come dire, quindi, tutela massima nei confronti del dipendente, ma un occhio di riguardo all'azienda per fare in modo che non si ritrovi costretta a chiudere i battenti.
"È stato un inizio non facile - commenta il dottor Cesati, segretario generale del comparto "Legno Arredo" di Confartigianato Imprese - perché si pone il problema di accorpare due contratti molto diversi, quello del "Legno Arredo" e dei "Lapidei", con profili, competenze e retribuzioni molto diverse. In quale maniera metterli dunque insieme? Unificare i contratti non significa lavorare per arrivare alla stesura di unico testo che non tenga conto delle diverse provenienze e realtà dei vari settori, ma creare le migliori condizioni per una prima omogeneizzazione degli attuali due diversi contratti nazionali. Sotto questo profilo, ottimo è stato il lavoro portato avanti dal Presidente del "Legno Arredo" Gambacci e dal delegato Conti, che hanno dimostrato grande capacità dialettica e di confronto, arrivando alla conclusione unica grazie anche al contributo di Ennio Bordato contrattualista confederale.
Un'altra implicazione riguarda la posizione della Cna espressa al tavolo, laddove quest'ultima chiedeva un momento di riflessione al proprio interno. Per questo nessuna iniziativa è stata presa dandosi appuntamento con il Sindacato a metà giugno dove verrà proseguito il confronto in sede tecnica sull'inquadramento partendo dall'aupicata omogeneizzazione dei profili professionali dei diversi settori in un unico capitolo contrattuale. Al tavolo tecnico è stata rimandata la definizione delle nuove regole. L'impegno preso è stato quello di ritrovarsi e di riproporre poi politicamente la questione all'attenzione dei consigli nazionali".
Ufficio stampa
Confartigianato Nazionale
Federazione Legno Arredo
Ufficio Stampa, 31/05/2010 17:41:52, 0 Commenti