Allarme per il comparto legno della Lombardia
Mario Bigatton: “I segnali di allarme emersi nel recente incontro fra i membri del gruppo di categoria della provincia di Vareseâ€
Crisi alle spalle? Macchè! Il vero anno difficile è proprio il 2010. Così la pensa Mario Bigatton, 64 anni, titolare dell'omonima azienda di Varese che produce porte e finestre e presidente regionale lombardo del gruppo di mestiere "legno" di Confartigianato Imprese. Sul momento economico attuale, Bigatton non usa mezzi termini: "A mio parere, stiamo andando ancora peggio che nel 2009 - afferma Bigatton - e i segnali di allarme sono emersi anche nel recente incontro fra i membri del gruppo di categoria della provincia di Varese. Vorrei essere ottimista, ma non riesco per ora a intravedere orizzonti chiari, tanto nel locale quanto su base nazionale. La conferma arriva puntuale ogni volta che convochiamo il consiglio nazionale sia del nostro gruppo che dell'intera categoria".
Una situazione "figlia" della crisi che attanaglia l'edilizia? "E' ovvio che se non si costruisce, gli effetti si distribuiscono negativamente su tutti i comparti legati all'edilizia. E allora, se si vuole andare avanti e lavorare bisogna parzialmente "riconvertire" la nostra attività : le ristrutturazioni danno una mano in tal senso, perché nel nostro segmento le grosse industrie hanno sottratto una notevole fetta di mercato e quando si va per grandi numeri si finisce spesso con il far retrocedere in secondo piano la qualità . La speranza è pertanto riposta in qualche privato che viene a cercare l'artigiano perché esige ancora un prodotto di nicchia. Morale della favola: non conosco, almeno nella mia zona, realtà artigiane che stanno andando bene: diverse aziende hanno addirittura dovuto chiudere i battenti fra marzo e aprile, mentre altre hanno spedito gli operai in cassa integrazione perché non sanno più quale mansione assegnare a loro. Per quanto riguarda noi come azienda Bigatton, siamo in sette e ci barcameniamo con un minimo di diversificazione produttiva, creando alternative a porte e finestre con comodini, tavoli e altri piccoli complementi di arredo". E' la crisi più difficile in assoluto nella quale Lei personalmente si è imbattuto? "Penso proprio di sì. Anche in passato - ricordo in particolare gli anni '80 - c'erano state delle parentesi più o meno delicate, ma nulla a che vedere con oggi. Prendo un esempio che ha del paradossale: in passato, una volta preso l'accordo con il cliente, trascorrevano in media 3-4 mesi prima che si entrasse nella fase operativa; adesso, l'attesa è ridotta a una ventina di giorni poiché si lavora poco! E il cliente rimane sorpreso dalla nostra rapidità ". Ha ragione chi dice che un minimo di ripresa si manifesterà dopo le ferie estive? "Me lo auguro vivamente, ma sono abituato a guardare in faccia la realtà . Egoisticamente parlando, la questione mi potrebbe toccare fino a un certo punto, visti i miei 64 anni e quello che è stato il mio contributo dal 1963 a oggi, ma lo auspico anche perché in azienda ci sono mio figlio che ha 26 anni e mio nipote che ne ha 37, per cui debbo avere un occhio di riguardo su di loro e sul loro futuro. Lo ripeto: non vedo grandi prospettive, ne' riesco a capire quale tipo di sblocco ci possa essere per uscire dalla crisi. Dico soltanto che nel 2009 il fatturato è sceso di un buon 27% rispetto ai dati del 2008. Si diceva che la ripresa avrebbe inviato i propri segnali di fiducia e invece siamo giunti a metà anno nelle stesse condizioni".
Ufficio Stampa, 26/05/2010 10:33:51, 0 Commenti
Una situazione "figlia" della crisi che attanaglia l'edilizia? "E' ovvio che se non si costruisce, gli effetti si distribuiscono negativamente su tutti i comparti legati all'edilizia. E allora, se si vuole andare avanti e lavorare bisogna parzialmente "riconvertire" la nostra attività : le ristrutturazioni danno una mano in tal senso, perché nel nostro segmento le grosse industrie hanno sottratto una notevole fetta di mercato e quando si va per grandi numeri si finisce spesso con il far retrocedere in secondo piano la qualità . La speranza è pertanto riposta in qualche privato che viene a cercare l'artigiano perché esige ancora un prodotto di nicchia. Morale della favola: non conosco, almeno nella mia zona, realtà artigiane che stanno andando bene: diverse aziende hanno addirittura dovuto chiudere i battenti fra marzo e aprile, mentre altre hanno spedito gli operai in cassa integrazione perché non sanno più quale mansione assegnare a loro. Per quanto riguarda noi come azienda Bigatton, siamo in sette e ci barcameniamo con un minimo di diversificazione produttiva, creando alternative a porte e finestre con comodini, tavoli e altri piccoli complementi di arredo". E' la crisi più difficile in assoluto nella quale Lei personalmente si è imbattuto? "Penso proprio di sì. Anche in passato - ricordo in particolare gli anni '80 - c'erano state delle parentesi più o meno delicate, ma nulla a che vedere con oggi. Prendo un esempio che ha del paradossale: in passato, una volta preso l'accordo con il cliente, trascorrevano in media 3-4 mesi prima che si entrasse nella fase operativa; adesso, l'attesa è ridotta a una ventina di giorni poiché si lavora poco! E il cliente rimane sorpreso dalla nostra rapidità ". Ha ragione chi dice che un minimo di ripresa si manifesterà dopo le ferie estive? "Me lo auguro vivamente, ma sono abituato a guardare in faccia la realtà . Egoisticamente parlando, la questione mi potrebbe toccare fino a un certo punto, visti i miei 64 anni e quello che è stato il mio contributo dal 1963 a oggi, ma lo auspico anche perché in azienda ci sono mio figlio che ha 26 anni e mio nipote che ne ha 37, per cui debbo avere un occhio di riguardo su di loro e sul loro futuro. Lo ripeto: non vedo grandi prospettive, ne' riesco a capire quale tipo di sblocco ci possa essere per uscire dalla crisi. Dico soltanto che nel 2009 il fatturato è sceso di un buon 27% rispetto ai dati del 2008. Si diceva che la ripresa avrebbe inviato i propri segnali di fiducia e invece siamo giunti a metà anno nelle stesse condizioni".
Ufficio stampa
Confartigianato Nazionale
Federazione Legno Arredo
Ufficio Stampa, 26/05/2010 10:33:51, 0 Commenti